EXPO 2015 - Un contributo
alla definizione di priorità e proposte del PD
Maria Berrini
Premessa
Expo 2015 deve innescare azioni che volino alto, pensando
al futuro dell’area metropolitana milanese.
Sappiamo bene cosa non vogliamo che sia. Non può servire
solo a far avanzare progetti già consolidati, per i
quali fondi e percorsi decisionali sono già avviati.
Non puo’ limitarsi all’organizzazione di una fiera
senza anima. Non puo’ essere l’occasione per far
passare speculazioni immobiliari sotto una veste piu’
nobile. Non puo’ ridursi ad un esercizio di filantropia
a distanza incapace di pensare anche ai disagi di chi vive
in questo territorio
La sostenibilità e l’innovazione ambientale,
principi in base ai quali la candidatura di Milano e’
stata approvata. sono invece gli ingredienti necessari per
costruire nell’area metropolitana e a scala regionale,
la capacità di futuro, la vivibilità e l’attrattività
di cui abbiamo bisogno, con uno sguardo particolare ai giovani.
Avanzo alcune proposte, che vorrei che il PD facesse proprie
sia a scala regionale che locale.
1. Ospitalità diffusa e offerta turistica
sostenibile, anche a scala regionale
Il numero di visitatori attirato da Expo2015 sarà rilevante,
ma ovviamente non potrà essere duraturo. Vanno quindi
evitati sovradimensionamenti dell’offerta e progettate
invece soluzioni resilienti e adatte alla richiesta (poche
notti, prezzi medio bassi, potenzialmente interessati ad un’offerta
di circuiti turistici di scala almeno regionale). E’
quindi necessario mettere a punto risposte moderne, quali:
• Promuovere un modello di ospitalità diffusa,
con il coinvolgimento delle famiglie che nell’area metropolitana
(e a scala regionale in seconda battuta) si dichiarano disponibili
ad ospitare i visitatori,.
• Studiare le esperienze di successo già diffuso
in moltissimi paesi nel mondo ( “home stay”),
utilizzate anche per l’Expo 2008 di Saragozza, gia’
attive in Italia in alcune citta’ o in aree di pregio
naturalistico.
• Individuare il potenziale (le famiglie milanesi e
lombarde che si dichiarino disponibili, i soggetti che dispongano
di strutture recuperabili come bed and breakfast, ostelli,
future case per studenti e per progetti di co- housing).
• Coinvolgere e costruire accordi anche con le agenzie
di sviluppo, gli operatori turistici, la camera di commercio
e con tutti i soggetti che potrebbero avere un interesse economico,
una missione coerente a questo obiettivo, un ruolo rilevante
nella sua attuazione (dalle associazioni studentesche che
potrebbero usufruirne prima e dopo Expo, fino agli amministratori
di condominio che dovrebbero essere coinvolti nella sua promozione)
• Definire una politica mirata agli agricoltori, alle
associazioni giovanili, al volontariato, per integrare questo
progetto con la crescita dell'offerta di ospitalità
agrituristica nei Parchi regionali e in particolare nel Parco
Agricolo Sud Milano.
• Costruire pacchetti di offerta turistica su scala
lombarda che trasformino la visita breve a Expo in un progetto
di respiro più vasto (verso i laghi, le montagne, i
parchi e le città d’arte).
2. Agricoltura sostenibile nel mondo, agricoltura
lombarda di qualità, agricoltura periurbana multifunzionale
L’alimentazione e l’agricoltura, insieme all’energia
e alla sostenibilità sono i temi che caratterizzano
l’Expo 2015.
Il paese, la Lombardia, l’area metropolitana devono
proporsi come catalizzatori di dibattito e azione su questi
temi di scala globale, dando il buon esempio a scala locale.
Dobbiamo portare nell’agenda del dibattito le nostre
migliori pratiche di cooperazione internazionale con le agricolture
dei paesi emergenti (la formazione dei formatori) e tutta
la nostra innovazione mirata ad aumentare la produttivita’
agricola senza compromettere gli equilibri ambientali (l’uso
efficiente dell’acqua, la produzione decentratat dell’energia,
la scelta e la conservazione delle specie adatte, la tutela
delle terre piu’ fertili per l’urbanizzazione
o la produzione di biocombustibili, ...).
Sulla scala regionale e locale e’ invece possibile
mettere a punto progetti dimostrativi, quali:
• Mettere in rete, promuovere l’incontro tra produttori
di alimenti dell’area metropolitana mlanese e i consumatori
interessati a prodotti più sostenibili (perché
i km percorsi sono ridotti al minimo)
• Promuovere e sostenere la conversione verso produzioni
agricole di qualità e ambientalmente sostenibili delle
agricolture periurbane e regionali. Usare Expo per fare marketing
di questi prodotti e di queste buone pratiche.
• Trasformare il Parco Agricolo Sud Milano in un laboratorio
permanente di agricoltura sostenibile, fruibile da famiglie
e scuole, utilizzabile per sperimentazioni ambientali dai
centri di ricerca e dalle Università.
3. Spazi pubblici e aree verdi, promuovere rigenerazione
ambientale delle aree libere
Expo deve essere opportunità di riqualificazione ambientale,
compensando il territorio che sarà coinvolto dalla
pressione esercitata prima dai cantieri e poi dai flussi di
visitatori. I progetti ci sono, serve solo la volontà
di destinarvi risorse e capacità gestionale per attuarli.
• Attivare con i fondi per Expo una linea di finanziamento
e un tavolo di coordinamento e monitoraggio degli interventi,
allo scopo di avviare, da subito, la realizzazione di aree
verdi, fruibili attraverso percorsi ciclabili e pedonali.
• Intervenire prioritariamente sulle aree contermini
ad Expo, sostenendo il progetto già largamente condiviso
per il Parco dei 5 Comuni (Milano, Cornaredo, Pero, Rho, Settimo
Milanese, 500 ettari di area agricola ricompresa nel Parco
Agricolo Sud Milano e connessa con il sistema del verde Boscoincittà
- Parco delle Cave – oasi wwf vanzago – Parco
groane). I comuni dell’area Rodense nel loro Piano di
area chiedono da tempo la messa in rete di tutte le loro aree
verdi mediante piste ciclabili.
• Intervenire per coordinare tra loro e rilanciare i
diversi progetti di infrastrutturazione verde di scala metropolitana
(oggi chiamati Dorsale Verde, MetroBosco, Raggi Verdi, Parchi
di Cintura Urbana, Foreste di pianura).
4. Mobilità sostenibile, durante e dopo Expo
La mobilità rappresenta la principale criticità
dell’evento (si parla di centinaia di migliaia di visitatori
al giorno) ma anche il tema a cui Expo può dare finalmente
risposte razionali e all’altezza di una Regione europea.
Occorre quindi:
• Realizzare prioritariamente le infrastrutture e i
servizi necessari per garantire che i visitatori possano accedere
all’area di Expo con mezzi pubblici: ferrovia e nuove
linee metropolitane, bus navetta e piste ciclabili. Per l’accessibilità
all’area è strategico il rafforzamento del sistema
Metropolitano su Milano, le connessioni con il Passante e
il potenziamento (+binari e +vagoni) della linea ferroviaria
tra Milano – Monza - Lecco (e oltre) e tra Milano e
il Sempione (a servizio del pendolarismo che parte o attraversa
l’area del rodense), atteso ormai da troppo tempo.
• Coordinare queste opere con altre iniziative, fondamentali
anche per il futuro dell’area metropolitana, di integrazione
delle tariffe e di rilancio del trasporto pubblico e della
mobilità sostenibile a scala metropolitana e regionale.
• Garantire che il nuovo quartiere che verrà
realizzato nell’area EXPO e le riqualificazioni insediative
ad esso collegate siano inserite in un futuro schema “car
free - senz'auto”, sull’esempio di quanto già
sperimentato in molte parti d’Europa.
5. L’innovazione del costruire e dell’abitare
- La gestione ambientale e la sicurezza dell’evento
Expo per mettere in mostra e dare il buon esempio delle nostre
capacità di progettazione e gestione. E quindi prima
di tutto realizzare il quartiere espositivo, i padiglioni
dell’Italia, il nuovo quartiere per lo staff di Expo
secondo i migliori criteri di progettazione edilizia ed urbana:
• con edifici a basso consumo energetico e tendenzialmente
capaci di produrre l’energia necessaria per i propri
consumi (si tratta di adottare standard europei già
fissati per il breve e medio termine)
• garantendo l’ effettiva temporaneità
e lo smantellamento per le strutture non riutilizzabili dopo
Expo
• pensando gli interventi nel segno della massima possibilità
di riconversione a usi sociali degli spazi e degli edifici
E inoltre:
• Definire e applicare requisiti ambientali per la gestione
dell’evento, adottando un sistema di gestione ambientale
certificato, mirato ad organizzare in modo sostenibile la
logistica dell’evento (la mobilità di merci e
visitatori, la produzione e il recupero dei rifiuti, i consumi
di acqua ed energia , ecc.).
• Adottare un programma di mitigazione degli effetti
ambientali e di massimizzazione della sicurezza dei cantieri.
• Fare tesoro dell’esperienza per applicare questi
“standard” all’insieme degli eventi “temporanei”
che si organizzano a Milano e dintorni.
6. Piccole imprese digitali e multimediali crescono
Expo è “mettersi in mostra”. Nel 2015 i
paesi espositori, che apriranno la loro vetrina dentro ad
Expo avranno bisogno di utilizzare le tecniche più
avanzate della multimedialità, della comunicazione
digitale e virtuale, della creatività e della spettacolarizzazione.
Le giovani imprese italiane e lombarde devono poter cogliere
questa opportunità, quindi è necessario e possibile:
• Costruire percorsi mirati, premi e festival sul tema
dell’alimentazione, dell’ambiente e dell’energia
in cui studenti e giovani imprenditori di questo settore si
mettano alla prova
• Progettare e sostenere una strategia di marketing
di queste imprese nei confronti degli espositori.
Qualche parola su governance e poteri speciali.
La soluzione che verrà adottata deve garantire efficienza
decisionale per le opere strettamente afferenti all'Expo.
I poteri di deroga dalle procedure ordinarie devono comunque
essere gestiti (il modello di governance dovrebbe impegnarli
in tal senso) ad assicurare il massimo di trasparenza, informazione
e partecipazione degli organismi democraticamente eletti nei
territori coinvolti.
I soggetti non istituzionali vanno garantiti da organismi
dedicati (per esempio esiste una consulta ambientale che va
fatta funzionare, che può essere affiancata o aperta
anche ad altri soggetti con ruoli e saperi nel campo della
sicurezza dei cantieri e della trasparenza degli appalti).
Inoltre il dossier di candidatura di Expo è passato
a condizione di garantire la VAS (Valutazione Ambientale Strategica,
prevista dalla normativa europea e regionale), uno strumento
che, se impostato in modo coerente e avviato in tempo utile,
può garantire trasparenza e orientamento delle scelte
da parte di soggetti non direttamente coinvolti dagli organismi
responsabili per la progettazione degli interventi.
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